Mezzo secolo di amicizia tra Italia e Argentina nel segno dell’arte

«Gli italiani hanno portato in Argentina la “prepotencia de trabajo”. La “prepotencia de trabajo” descrive la grinta e l’energia positiva di chi ha voglia di fare, unendo le forze. Gli italiani in Argentina sono molto apprezzati per la loro capacità di lavorare e quando vengono qui trovano ad accoglierli una “piccola –grande- Italia”. È così al teatro Coliseo, acquisito nel 1937 dal Governo italiano e gestito dalla Fundación Cultural Coliseum che quest’anno festeggia i primi 50 anni di attività. Nei soli ultimi 3 anni su questo palco si sono esibiti artisti come Stefano Bollani, Paolo Fresu e Nicola Piovani, il corpo di ballo del teatro San Carlo, la compagnia di danza Zappalà, Aterballetto, il gruppo Motus, Pippo Delbono, Alessandro Serra e Vincenzo Pirrotta». A raccontarlo è Elisabetta Riva a New Normal Live, il talk settimanale in onda su LinkedIn, condotto dal top influencer e giornalista Filippo Poletti e dalla psicologa Monica Bormetti.


Attivo dal 1905, nel 2021 il teatro italiano Coliseo festeggia il primo mezzo secolo della fondazione culturale che lo gestisce, la Fundación Cultural Coliseum, al cui vertice c’è l’ambasciatore italiano in Argentina, Giuseppe Manzo: è lui, infatti, il presidente onorario dell’istituzione creata nel 1971 dal Governo italiano con lo scopo di promuovere attività artistiche e culturali a Buenos Aires.


ITALIA E ARGENTINA, STESSO DNA: SAPPIAMO SEMPRE RIPARTIRE

A guidare il teatro dal 2014 c’è l’italiana Elisabetta Riva, milanese di nascita e argentina d’adozione. Fu l’ambasciata italiana a invitarla a entrare nella Fundación Cultural Coliseum per portare avanti il progetto di ristrutturazione dell’edificio e il suo rilancio nel panorama artistico argentino: «Quando ho iniziato aspettavo mio figlio – ha spiegato Riva in diretta su LinkedIn, il portale dedicato ai lavoratori con oltre 15 milioni di utenti in Italia –. Akira e il Coliseo sono i miei due figli. A spronarmi a entrare in questa impresa fu Marcella Pucella che mi disse: “Una volta dentro capirai come farlo”. I lavori sono durati diversi anni e con non poche difficoltà. L’Argentina è un Paese con uno scenario economico diverso dall’Europa: abbiamo dovuto fare i conti, in particolare, con l’inflazione». In Argentina – aggiunge la manager italiana – «ci si allena alla gestione dell’imprevisto: è una caratteristica che rende questo popolo capace di ripartire. È una capacità che hanno anche gli italiani e che con la pandemia sono chiamati a mettere a frutto».


DALLA NUOVA FACCIATA A OGGI IL COLOSEO HA RIPRESO A FARSI SENTIRE

L’ultima tappa della ristrutturazione edilizia, del teatro (resa possibile dalla Legge del Mecenatismo locale) è stata l’inaugurazione, nel 2017, della nuova facciata del Coliseo alla presenza del ministro della Cultura della Città di Buenos Aires, Ángel Mahler, dell’allora ambasciatrice Teresa Castaldo e della direttrice del teatro Elisabetta Riva: «Da allora abbiamo ha riportato l’eccellenza artistica italiana a Buenos Aires, tra i 10 e 14 artisti all’anno. Tutto questo è stato possibile grazie allo sforzo congiunto dell’ambasciata italiana, dell’istituto italiano di cultura, Consolato, e, dall’Italia, del ministero della Cultura che hanno sostenuto questo progetto».

COLISEO ONLINE, LA PANDEMIA NON HA FERMATO GLI SCAMBI TRA ITALIA E ARGENTINA

Malgrado la pandemia il teatro Coliseo non ha mai smesso di operare: «Abbiamo dato vita a un progetto in rete che mantenesse vivo il contatto con il pubblico. Così è nato “Coliseo online” con una programmazione strutturata in 10 capitoli dedicati all’incontro tra artisti italiani e argentini». Tanti i nomi coinvolti dal Coliseo da Stefano Massini ad Alessio Boni e Alessandro Gassman. «Ancora una volta, pur a distanza, abbiamo unito l’Italia e l’Argentina. L’abbiamo fatto nel segno dell’arte e continueremo a farlo».