Smart working, Candiani (Microsoft) su LinkedIn:«Futuro del lavoro ibrido»

«Credo che il futuro del lavoro sarà ibrido: in alcuni momenti si lavorerà da remoto, ma sarà importante anche avere momenti in ufficio per incontrarsi con i colleghi, discutere con il capo e fare riunioni di brainstorming. Ciò che noi immaginiamo è di fare 2 giorni in ufficio e 3 giorni da casa o dai clienti, concentrando nei primi le riunioni interne e dedicando i restanti al lavoro individuale o a meeting con clienti». A raccontarlo in esclusiva su LinkedIn al talk New Normal Live è Silvia Candiani, CEO di Microsoft Italia: l’occasione della prima diretta della manager italiana sulla piattaforma di Microsoft dedicata ai professionisti, condotta da Filippo Poletti e Monica Bormetti, è la ricorrenza del 46esimo anniversario di nascita dell’azienda informatica.


GRAZIE AL LAVORO DA REMOTO PIÙ PRODUTTIVITÀ, BENESSERE E INCLUSIONE

A 11 anni dall’introduzione della flessibilità in azienda, la responsabile della sede italiana di Microsoft tira le somme: «Il lavoro da remoto è un lavoro flessibile – commenta Candiani con Poletti e Bormetti –, perché si può fare dappertutto, a volte da casa, a volte dal cliente, a volte in ufficio. Il fatto di misurare il risultato e non le ore passate alla scrivania è molto utile, perché permette di focalizzarsi sull’obiettivo in parte individuale e in parte di team e, allo stesso tempo, di organizzare il proprio tempo. Questa è una cosa importante, perché permette di sentirsi più autonomi e rendere le persone più produttive. Il lavoro a distanza, inoltre, permette di includere molto di più, ad esempio le persone con disabilità».


SFRUTTIAMO CONNESSIONI UMANE E TECNOLOGICHE: 2 GIORNI UFFICIO, 3 CASA O CLIENTI

Pur valutando molto positivamente i vantaggi offerti dalla tecnologia e dalle connessioni a distanza rese possibili da piattaforme come Teams di Microsoft, «dopo un anno di pandemia le persone sentono il bisogno di rincontrarsi: sentiamo la mancanza del confronto di persona – aggiunge la manager, ex bocconiana e presidente della Bocconi Alumni Community –. Credo che il futuro del lavoro possa essere ibrido: in alcuni giorni si lavorerà da remoto, ma sarà importante avere dei momenti in ufficio per incontrarsi con i colleghi. La cifra giusta sarà mixare il contatto umano con la possibilità di collaborare anche a distanza: immaginiamo 2 giorni in ufficio e 3 giorni a casa o dai clienti, cercando di concentrare in 2 giorni le riunioni interne e dedicando i restanti all’esterno o al lavoro individuale». L’augurio – prosegue la CEO, ricordando l’impegno di Microsoft per la diffusione delle competenze digitale con il piano formativo quinquennale destinato a 1,5 milioni di italiani – è quello di «lavorare tutti in modo migliore, possibilmente in ibrido, sfruttando sia il potere delle connessioni umane ma anche la tecnologia per rendere tutto più facile e più fluido».